| LE OPINIONI PRESE dalla RETE... |
 |
Le atmosfere sono claustrofobiche, permeate da un terribile senso di attesa e ansia: lo spettatore non ha la tensione del thriller, non si aspetta che l'assassino di turno sbuchi fuori dall'armadio armato di un coltellaccio, è tuttavia oppresso dalla certezza che qualcosa sta per accadere, qualcosa di terribile.
Le attese sono magistralmente calibrate, si può rimanere con il fiato sospeso per un intero episodio senza che accada nulla, questo crea un impressionante effetto di psicodramma.
Se a ciò aggiungiamo il fatto che le riprese sono effettuate esclusivamente in interni bui e che l'esiguo numero di personaggi riduce i dialoghi al minimo (come se non bastasse Zaffiro e Acciaio comunicano telepaticamente) si può immaginare la valenza emotiva che viene a significare nella fotografia.
Non viene utilizzato nessun particolare effetto speciale, il più delle volte ci si limita al cambio di colore degli occhi di Zaffiro, qualche effetto sonoro e un poco di make-up; ciò riversa tutta la tensione narrativa sulla recitazione pura degli attori. |
|
 |
|
| |
| |
 |
Ancora oggi, il pubblico più smaliziato trova che questa serie sia spaventosa.
In "Zaffiro ed Acciaio" viene descritto quello che fu visto, piuttosto che mostrare quello che stà accadendo.
Questo protegge il giovane spettatore, ma trasmette subliminalmente allo spettatore adulto, dei messaggi non codificati, con i quali sarà costretto a lottare intellettualmente per attriburgli un senso.
Questo "trasmettere" è la chiave ed il fascino di questo telefilm.
Le idee sviluppate nella serie hanno delle rare qualità orrorifiche; per esempio prendere un oggetto conosciuto di uso quotidiano, e sfidare la comprensione razionale facendo si chè l'oggetto sembri malevolo.
Questa idea si sviluppa e matura poi negli episodi, germinando nella nostra immaginazione. |
|
 |
|
| |
|